“La paziente ideale”: esordio letterario per Ksetana Oparaku

In un mondo in continua evoluzione, l'arte di creare connessioni autentiche rimane senza tempo. Che si tratti di colleghi, clienti o partner, stabilire un rapporto autentico apre la strada al successo collaborativo.

Ansia e benessere psicologico protagonisti del libro pubblicato on demand dalla scrittrice

Ksetana Oparaku non ama parlare di sé: timida, schiva e gelosa del proprio privato, per realizzare il suo progetto ha dovuto lottare contro se stessa, mettendo da parte insicurezze e timori. Alla fine però ce l’ha fatta, riuscendo a dare voce alla sua parte più intima e nascosta.

Ksetana soffre di ansia e, consapevole di non essere l’unica, ha deciso di raccontare la sua esperienza perché tante altre persone come lei possano sentirsi meno sole e arrivare a esorcizzare una paura che viene spesso vissuta come vergogna.

“L’idea di scrivere La paziente ideale – racconta l’autrice – nasce durante una seduta di psicoterapia: lavorando sulla mia esperienza e vedendo la mia capacità di autoanalisi, la dottoressa mi definì la paziente ideale. Penso che sia perché racchiudo nella mia persona tutto ciò che può essere ricondotto all’ansia e ai suoi derivati”.

La decisione di scrivere un libro sull’argomento non è stata semplice, né immediata: “Si è trattata di una bella lotta – ha aggiunto – Tirare fuori tutto quello che avevo dentro, riuscire a viverlo in maniera serena, consapevole di non essere l’unica. Non è stato facile parlarne e ancora oggi, in alcuni momenti, faccio tanta fatica”.

Altrettanto difficile è dare una definizione di ansia: “Non sono in grado di definirla; forse è lei che ha definito me”.

Oltre che essere d’aiuto per quanti lo leggeranno, il libro La paziente ideale ha avuto un potere curativo anche per Ksetana: “Non ha diminuito i miei stati ansiosi – precisa la giovane scrittrice – Ma mi ha aiutato a vergognarmi di meno delle mie debolezze. Non mi piace mostrare le mie insicurezze ma scriverne mi ha permesso di vivere in maniera meno opprimente i momenti in cui mi capita di stare male vicino agli estranei. Mi dicono che sono stata molta coraggiosa ma io non mi ritengo tale”.

“L’obiettivo adesso è far capire quanto possa essere radicato nella quotidianità il peso delle manifestazioni ansiose -precisa sempre Ksetana – Facciamo finta non sia importante invece lo è. E tanto: l’ansia ti restringe, ti comprime, sia nel vivere ogni giorno che nella mente. Ecco perché è importante la condivisione: se ne parliamo in tanti possiamo sensibilizzare sempre più su questo delicato tema. Bisogna far capire che non c’è nulla di cui vergognarsi e che, quando serve, si deve chiedere aiuto: l’ansia è subdola, ti gira intorno e si palesa quando meno te la aspetti. È un lavoro soprattutto con se stessi”.

Il benessere psicologico è un tema di cui purtroppo, nella nostra società, non si parla ancora abbastanza, trascurato e messo in secondo piano rispetto ad altri malesseri: “La velocità di intervento, in questi casi, è importantissima”.

La paziente ideale non è né un saggio sull’ansia né un romanzo autobiografico, nonostante la componente fortemente personale dell’autrice: è un canto a tre voci che vede l’ansia diventare protagonista, alla pari di Alba – nome dato al personaggio principale – e prendere la parola; è un flusso di coscienza che vuole essere denuncia, offerta di aiuto e richiamo di attenzione non sulla persona ma sull’argomento.

Pubblicato in maniera indipendente, il libro di Ksetana Oparaku può essere acquistato direttamente online al link   https://www.amazon.it/paziente-ideale-Ksetana-Oparaku.

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