Con Giovanna Dark Matteo Fasanella rivisita un personaggio storico e indaga le contraddizioni della coscienza umana

di Maria Laura Pala
Una Pulzella d’Orléans più umana e meno santa quella presentata da Matteo Fasanella al Teatrosophia di Roma insieme alla Darkside LabTheatre Company. L’autore e regista di Giovanna Dark, adattamento tratto dai lavori di Andrew Birkin, Luc Besson e G.B. Shaw, presenta, in uno spazio scenico ribaltato rispetto al solito, il lato meno eroico di uno dei personaggi più controversi della storia, fragile nelle sue paure e invincibile nella determinazione.
I panni della carismatica eroina francese sono indossati in maniera superba da Virna Zorzan che, solo in apparenza minuta e delicata, regala al pubblico un’interpretazione decisa e vigorosa: sotto la spinta delle voci che controllano i suoi pensieri fin dalla più giovane età, Giovanna marcia, con il coraggio che solo una fede cieca in Dio e nella sua volontà può infondere, dalle campagne della Lorena fino alla corte del delfino di Francia Carlo di Valois, decisa a chiedergli un esercito da guidare in battaglia per liberare la città di Orlèans, sconfiggere gli inglesi e restituire ai francesi, sfiancati dalla guerra dei Cent’anni, un sovrano e una guida. Lorenzo Martinelli è il futuro Carlo VII, desideroso di salire sul trono quanto insicuro e incapace di prendere decisioni senza confrontarsi prima con il proprio messaggero Jean d’Aulon, interpretato da Pietro Bovi, e il comandante della sua armata Gilles de Rais, portato in scena da Alessio Giusto. La vera burattinaia è però la regina Maria d’Angiò, interpretata in maniera magistrale da Diana Forlani, capace di concentrare tutta la capillarità del suo ruolo in un semplice ma fulminante sguardo: l’attrice regala momenti di grande espressività, come quello in cui esprime tutta la bramosia di potere nel sedersi sul trono al posto del consorte.
Altra figura chiave è quella del Vescovo Cauchon, interpretato impeccabilmente da Guido Lomoro, direttore artistico del Teatrosophia: il personaggio, rappresentazione della Chiesa e delle dinamiche che a essa sottostavano, è la corruzione e il tradimento che porteranno la Pulzella d’Orléans sul rogo.
Performance potenti quelle che fanno vibrare l’allestimento scenico di Maurizio Marchini, arricchito dai costumi della Darkside ETS: il pubblico, disorientato dall’avere un punto di osservazione differente, così vicino alla scena da poter quasi sentire il profumo dei costumi, non sa dove fermare l’attenzione, seguendo con gli occhi il rimbalzo di battute che vanno da una parte all’altra del teatro.

Non immediato lo spirito dark della pièce, che si esplica, senza preavviso, nell’interpretazione di Matteo Fasanella: l’autore e regista regala al pubblico, con una interpretazione sublime, un personaggio enigmatico e complesso, personificazione del Bene e del Male racchiusi in ogni anima. Sfruttando la totalità dello spazio a disposizione, l’attore compare e scompare, come i dubbi che si insinuano e poi svaniscono nella mente di Giovanna: rinchiusa nella cella dopo esser stata catturata dagli inglesi, lotta contro se stessa invocando il suo Dio mentre fa i conti con la propria coscienza, personificata da un Matteo Fasanella che sembra arrivare direttamente dall’inferno.
Giovanna diventa dark perché oscure sono le motivazioni più profonde che ci spingono a lottare, a qualunque costo, in nome di un bene superiore. “Ha rivendicato la libertà delle nostre anima”, dice Jean d’Aulon mentre la giovane guerriera si prepara ad ardere sul rogo, paladina di quanti non abbasseranno più la testa.
(foto di Agnese Carinci)
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