Addio a Papa Francesco, il Papa della gente

Nel giorno in cui i Cristiani celebrano l’annuncio della resurrezione, il Pontefice torna alla casa del Padre. L’annuncio dato dal cardinale Farrel, Camerlengo di Santa Romana Chiesa

Papa Francesco è morto: oggi alle 7.35, nel giorno del Natale di Roma, quest’anno anche lunedì dell’Angelo, Jorge Mario Bergoglio ha lasciato la sua vita terrena ed è tornato alla casa del Padre; si trovava nella residenza di Santa Marta, dove era tornato dopo i trentasette giorni di degenza al Policlinico Gemelli e dove aveva scelto di vivere fin dal suo insediamento al soglio pontificio. L’annuncio è stato dato dal cardinale Kevin Joseph Farrel, Camerlengo di Santa Romana Chiesa: nelle sue mani passa oggi la guida temporanea della Santa Sede.

(Foto di Kai Pilger su Unsplash)

La morte di Jorge Mario Bergoglio, all’età di 88 anni, segna la conclusione di un pontificato che ha profondamente inciso sulla direzione della Chiesa cattolica del XXI secolo, spingendola verso una rinnovata prossimità con il mondo e le sue fragilità.

Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 da una famiglia di origine italiana, Francesco è stato il primo papa proveniente dall’America Latina e il primo appartenente alla Compagnia di Gesù. La sua elezione, avvenuta il 13 marzo 2013, sorprese per la rottura simbolica che portava in sé: nella scelta del nome ispirato al Santo di Assisi racchiudeva infatti già la promessa di una Chiesa più povera, più semplice e più vicina agli “scartati” del mondo.

Quello di Papa Francesco è stato un pontificato costruito sull’ascolto e sulla misericordia che ha riportato la Chiesa tra la gente: ha scelto di parlare un linguaggio nuovo, meno dogmatico e più umano, capace di superare le barriere culturali, religiose e politiche. Con il suo stile diretto, spesso colloquiale, ha posto al centro del discorso ecclesiale tutte le periferie, geografiche, economiche ed esistenziali. La sua figura si è distinta per la capacità di coniugare il rigore della tradizione con un’apertura inedita al dialogo, alla complessità del nostro tempo e alla fatica di credere. “La Fede è un dono – disse – Non ci si può costringere a credere, ma solo aprirsi”.

In un’epoca segnata dalla polarizzazione e dalla crisi dei sistemi di senso, Francesco ha riproposto una fede vissuta, incarnata nel quotidiano, lontana dalle trincee ideologiche e radicata nel Vangelo come proposta di liberazione e cura.

Tra i lasciti più significativi del suo magistero vi sono due encicliche profondamente legate tra loro: Laudato si’ (2015), sull’ecologia integrale, e Fratelli tutti (2020), sulla fraternità universale. In entrambi i testi, Francesco ha indicato con forza la necessità di un nuovo paradigma culturale e spirituale, capace di superare la logica dello scarto, del profitto a ogni costo e dell’isolamento identitario.

Nel luglio 2013, il viaggio a Lampedusa è stato uno dei gesti simbolici più forti del suo pontificato: lì, di fronte ai corpi dei migranti annegati nel Mediterraneo, denunciò l’indifferenza globalizzata e aprì un’epoca di maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica e nella coscienza della Chiesa.

Internamente, il suo pontificato è stato attraversato da un lento ma deciso processo di riforma: dalla Curia romana alla gestione economica della Santa Sede, dalle nomine episcopali ai sinodi sulla famiglia, sull’Amazzonia e sulla sinodalità stessa come metodo di governo ecclesiale.

Le sue scelte hanno raccolto non solo consensi ma anche forti opposizioni, soprattutto nei settori più conservatori del mondo cattolico, che non gli hanno però impedito di proseguire il proprio cammino con discrezione e fermezza.

Con la morte di Papa Francesco si chiude una stagione carica di simboli, gesti e parole che hanno scosso profondamente l’identità della Chiesa contemporanea: ora si apre il tempo del discernimento sul futuro, sul nuovo orizzonte verso cui guarderà il prossimo Pontefice e sui frutti delle scelte di questi ultimi dodici anni.

Quella che oggi il mondo piange è l’immagine di un uomo che ha saputo abitare il proprio tempo, portando il peso del mondo sulle proprie spalle con disarmante umanità; un pastore che ha scelto il nome di Francesco e ne ha seguito le orme, fino all’ultimo respiro.

©Riproduzione riservata

Autore