“La caduta degli dei” di Giovanni Nardoni, un viaggio tra mito e realtà

Al Teatro Spazio Arte di Roma, dal 6 all’8 giugno, lo spettacolo ispirato alle opere di Euripide

Giovanni Nardoni ripropone, con l’originalità e il pathos che lo contraddistinguono, il mito greco: La caduta degli dei, adattamento tratto da due opere di Euripide, Le troiane ed Elena, andrà in scena dal 6 all’8 giugno, allo Spazio Arte di via Assisi 33 a Roma.

In un periodo storico in cui gli uomini sembrano non aver imparato niente dal passato e continuano a ripetere gli stessi errori, perpetrando atrocità e ingiustizie verso i propri simili, Nardoni piega il mito e lo utilizza, come da tradizione, per denunciare e far riflettere, scuotendo le coscienze e ponendo la società innanzi al proprio lato più oscuro.

Di una contemporaneità disarmante, lo spettacolo presentato dalla Velia Cecchini Officine Teatrali è un viaggio tra le rovine dell’animo umano, espressione della devastazione lasciata dalle guerre di tutti i tempi: sospese in una dimensione surreale, a metà tra il mito e la realtà, le donne, con le loro voci spezzate ma potenti, diventano portatrici di verità, più forti dei loro stessi corpi segnati dalla sofferenza.

In Euripide, gli dei si dissociano dalle ignominie subite dai bambini e dalle loro madri e lasciano la responsabilità agli uomini, autori di una società in cui la prima a esser soffocata è la verità stessa, vittima assoluta della guerra e della comunicazione falsata che ne segue. La caduta degli dei ribadisce gli orrori della guerra che, ieri come oggi, colpiscono gli innocenti, in particolare donne e bambini, senza risparmiare neppure i vincitori.

Sul palco, con le scene e i costumi di Annalisa Bianchi, (a sua volta nei panni di Ecuba), Francesca Romana Carli (Cassandra), Beniamino Furcolo (Poseidone), Salvatore Gula (Taltibio), Luisa Liguori (Coreuta), Giada Lo Russo (Elena), Cristina Milli (Andromaca), Marco Mudanò (Menelao), Silvia Paoletti (Elena) e le due giovanissime Sofia Bruno e Ginevra Marconi.

Le percussioni di Filippo Sorrentino accompagneranno le coreografie di Valerio Villa e Lorena Sciorio.  

(foto di Maria Laura Pala)

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