Un sabato ad Anagni, la città dei Papi: quando amicizia e cultura vanno di pari passo. Alla scoperta dell’Associazione Culturale con sede a Monterotondo, in provincia di Roma
di Maria Laura Pala

La sensazione che si ha, nel recarsi al punto di incontro, è quella di partire con un gruppo di amici: di quelli fidati, con cui si ha voglia di stare insieme e con cui, soprattutto, si è certi di divertirsi. E la meta, sempre scelta e ragionata, è solo il quid in più che, si sa, non deluderà.

Parlare di Sì Viaggiare come di una semplice associazione culturale sarebbe riduttivo perché, nella realtà, è molto di più e il merito è tutto dei padroni di casa, ideatori e promulgatori di una realtà che ha fatto dell’integrazione e dello scambio reciproco il proprio punto di forza: a Enza Broccoli e Pierdomenico Romano il merito infatti di aver creato una rete in cui i soci non sono solo tali ma prima di tutto amici e in cui la storia, l’arte e la cultura diventano la tavola intorno a cui sedersi e stare insieme. Soprattutto stare insieme.
È così che anche visitare Anagni, comune del frusinate a poco meno di un’ora da Roma, diventa occasione di arricchimento non solo culturale ma anche umano: grazie alla indiscussa preparazione e sorprendente capacità di divulgazione di Enza Broccoli – archeologa, guida turistica e responsabile scientifico-culturale dell’Associazione Sì Viaggiare – i gioielli meno conosciuti possono essere scoperti e ammirati.
Dalla cripta di San Magno, definita inappropriatamente la Cappella Sistina del Medioevo, al palazzo di Bonifacio VIII, il più importante dei papi anagnini a cui si deve il primo Giubileo della storia: la giornata dedicata alla scoperta del borgo medioevale del basso Lazio è stata solo l’ultima iniziativa, in ordine cronologico, organizzata dai due capisaldi dell’Associazione che, con sede a Monterotondo, propone con regolarità week-end fuori porta, visite guidate, corsi e conferenze. Non importa essere membri storici o ultimi arrivati: il coinvolgimento nell’entusiasmo collettivo è immediato e totale, come nell’entrare a far parte di una grande famiglia.

Niente, nella proposta delle iniziative, viene lasciato al caso, neppure il pranzo, momento di condivisione per antonomasia e ulteriore strumento di conoscenza: quale modo migliore per conoscere più a fondo un luogo se non quello di apprezzarne anche le ricchezze enogastronomiche in tutte le loro declinazioni.

Socialità, integrazione e formazione: perché il viaggio non è solo quello fisico alla scoperta di località sconosciute, ma anche quello emotivo di apertura verso l’altro e verso il patrimonio storico-artistico-culturale che si ha la fortuna di avere. Sì Viaggiare, di tutto questo, ne ha fatto la propria ragion d’essere, con meritato successo.
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