A Roma l’omaggio firmato Monica Casadei all’ideatrice del teatrodanza
di Maria Laura Pala
Innovativa e rivoluzionaria in un’epoca segnata dalla ricerca di un nuovo ordine da seguire, Pina Bausch non ha bisogno di presentazioni: ancora indiscussa icona internazionale della danza, la coreografa tedesca ha influenzato, grazie al suo spirito visionario dallo stile unico, l’intero mondo delle arti performative contemporanee, sempre più inclini alla rappresentazione del reale. In un’ottica attenta e appassionata, la Compagnia Artemis Danza ha presentato al festival Dancescreen in the Land 2025 un personale omaggio alla madre del tanztheater firmato Monica Casadei.
Complice l’Antica Fornace di Antonio Canova nel cuore di Roma, ci si ritrova immersi e partecipi nel tributo intitolato semplicemente “Pina!”, protagonisti, insieme al corpo di ballo, della visione tanto cara a Bausch: le immagini tratte dal documentario di Sonia Schoonejans Un secolo di danza si intrecciano in maniera equilibrata e ragionata alle coreografie originali di Casadei, permettendo al pubblico non solo di godere di eccellenti esibizioni ma anche di comprenderne i riferimenti e i significati più intimi.

Danza e teatro si mescolano nel pensiero di Pina Bausch, in una forma espressiva nuova con regole ed esigenze proprie: Artemis Danza, grazie anche alla bravura dei suoi ballerini, non tradisce la visione della coreografa di Wuppertal, regalando uno spettacolo intimo e al tempo stesso divertente che esprime a pieno il grande amore per la vita della danzatrice tedesca. Alfonso Donnarumma, Sofia Gentiluomo, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Christian Pellino e Carlotta Quercetani si alternano fluidamente di fronte agli spettatori, a loro volta invitati inaspettatamente sul finale a prendere parte alla scena in una personale dedica di Monica Casadei a Pina Bausch.
Anticipando i tempi e le tendenze, la coreografa tedesca ha fatto del movimento e della corporeità le cifre caratterizzanti la propria linea, tutta rivolta al portare sul palco la realtà, sia quella esterna che quella intima dei propri danzatori: Monica Casadei, con tangibile amore verso questa figura rivoluzionaria, non ne tradisce la visione, regalandone un ricordo autentico e avvolgente
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