Sold out al Teatrosophia per “Nuvole – Cento storie per Sergio Endrigo e Jacques Brel”

Il teatro in Via della Vetrina inaugura la nuova stagione con il grande successo dello spettacolo musicale scritto e diretto da Gianni De Feo. Il via ufficiale, con la prima data in cartellone, giovedì 5 ottobre

di Maria Laura Pala

Quello di Nuvole – Cento storie per Sergio Endrigo e Jacques Brel è un successo annunciato che non avrebbe potuto essere diversamente: lo spettacolo diretto e interpretato da Gianni De Feo, con i testi di Ennio Speranza e gli arrangiamenti musicali di Marcello Fiorini, ha incantato il pubblico del Teatrosophia di Roma dopo aver registrato il tutto esaurito subito dopo esser stato presentato.

Non un semplice omaggio a due grandi artisti, ma un viaggio onirico-emotivo attraverso gli stati d’animo più intimi e disarmanti di ognuno: Nuvole è un quadro impressionista che ipnotizza, una poesia sofferta, un racconto di vita in cui specchiarsi e ritrovarsi. Impossibile restarne distaccati, al di fuori: statuario e imponente sulla scena con la sua fisarmonica, Marcello Fiorini rapisce il pubblico, facendosi seguire come un pifferaio magico per tutto il tempo; sulle sue note, un magistrale Gianni De Feo ridà vita alle canzoni di Endrigo e Brel, caricandole di una intensità e contemporaneità senza eguali.

Sergio Endrigo e Jacques Brel sono due cantautori solo apparentemente distanti, accomunati dallo stesso spirito passionale e sognatore teso alla ricerca e alla scoperta, come ben riassume la scelta di citare, in una delle tante riflessioni a cui dà voce De Feo, Antoine de Saint-Exupéry e il suo piccolo principe: anche Brel, come l’aviatore de Il Piccolo Principe, aveva un aereo – Jojo – ed Endrigo, come l’unico abitante dell’asteroide B-612, stava a fissare il cielo con le nuvole a cui, “come le parole, si posson dare tutte le forme che si vogliono”.

Lo spettacolo inaugurale della nuova stagione del Teatrosophia è un sogno che nasce dal mare e in esso ritorna, in una struttura circolare genialmente pensata da autore e regista per racchiudere la personale lettura di due artisti che vengono in questo modo fatti conoscere anche a chi, per età o altro, ne ha trascurato o dimenticato l’essenza. Quando Gianni De Feo entra in scena è un uomo scalzo, in pantaloni, canottiera e bretelle, con un paio di occhiali da sole sul viso: ci si domanda chi sia – Sergio? Jacques? Uno sconosciuto? – ma la risposta non è importante perché ciò che conta è lasciarsi trasportare dalle onde del mare, dal vento dei ricordi, dallo stato di attesa persistente e dalla solitudine. Si veste e si sveste il protagonista in quella circolarità che, come un carosello, vede ruotare brani più noti e meno noti, vivendoli come fossero suoi: La casa (A casa) di Endrigo è l’anello di congiunzione di un viaggio che passa per Girotondo intorno al mondo e Ne me quitte pas, per Io che amo solo te e Vesoul. Sorprendente il protagonista nelle sue interpretazioni, in grado di far sentire il pubblico in un altro tempo e in un altro luogo, come con La valse à mille temps. Gianni De Feo non ha bisogno di allestimenti scenografici importanti o ridondanti per riempire la scena e arrivare dritto al cuore e Roberto Rinaldi lo sa: sono sufficienti una sedia, con cui all’occorrenza accennare due passi di danza, e le immagini proiettate sullo sfondo per far sì che tutta l’attenzione sia meritatamente concentrata sui due protagonisti dello spettacolo.

Nuvole – Cento storie per Sergio Endrigo e Jacques Brel apre le porte di quella casetta in via dei Matti numero 0 e fa magicamente perdere, per la durata di un sogno, in una dimensione a metà tra il cabaret francese e il cantautorato italiano.

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