In scena al Teatrosophia di Roma fino a domenica 26 ottobre. Sul palco Tiziano Di Sora e Bruno Petrosino.
di Maria Laura Pala
Che Guido Lomoro avesse una sensibilità particolare, non scontata, già lo si poteva facilmente intuire dalle scelte portate avanti come Direttore Artistico del Teatrosophia, ma con Nessuno dopo di te, lo spettacolo di cui è autore e regista, se ne ha la conferma: poetico e profondo, il testo e l’allestimento firmato dal padrone di casa di via della Vetrina 7 a Roma sono un’autentica dichiarazione d’amore verso la vita e, soprattutto, verso quel sentimento disarmante che tutto smuove.

Alla quarta messa in scena e con un cast totalmente rinnovato che vede lavorare insieme, per la prima volta, Tiziano Di Sora e Bruno Petrosino, Nessuno dopo di te torna sul palco del Teatrosophia registrando da subito un grande successo: l’ormai storica e consolidata collaborazione tra il regista e Maria Concetta Borgese – suoi i movimenti scenici e le coreografie – non delude le aspettative dello spettatore che, pur consapevole dell’indiscussa bravura di entrambi, rimane comunque sorpreso, colpito in pieno dalla rottura di quella quarta parete che Mirko, il personaggio interpretato da Di Sora, supera per andare a disorientare e mettere a disagio, più o meno intenzionalmente, il pubblico.
Un teatro fisico, palpabile, che fa del movimento la principale forma di espressione: lo spettacolo di Guido Lomoro è un incontro di corpi e di anime che, come le due metà di un tao danzanti, si avvicinano e si allontanano, in una tensione fisica ed emotiva continua che catalizza gli spettatori. I movimenti pensati da Maria Concetta Borgese sono proiezioni del peso corporeo sul pavimento, geometrie emotive che avvolgono le parole e i versi scritti dall’autore.
In Nessuno dopo di te, Tiziano Di Sora e Bruno Petrosino diventano grandi, rivelando sul palco una maturità nuova, sentita e fatta propria: Bruno non è più la macchietta di Karibuni ma un interprete completo che sente e vive il proprio personaggio, forte di una fisicità piena e magnetica; Tiziano, forse in una delle sue migliori interpretazioni, è sicuro e a proprio agio nella maliziosità di un personaggio a cui “è sempre piaciuto piacere”. Notevole la sintonia e complicità tra i due attori, evidente fin dal primo scambio di sguardi di volta in volta confermata dalla forza delle loro interpretazioni.

Uno spettacolo non provocante, nonostante l’altissimo tasso erotico magistralmente gestito dal regista, ma amaro e al tempo stesso tenero, che alterna l’ilarità dei momenti di gioco alla rabbia per il rifiuto o l’incomprensione.
In una scenografia essenziale ridotta al minimo necessario, a essere protagonisti sono i corpi e le emozioni che essi trasmettono: le fisicità prendono forma sotto teli che diventano mare, che avvolgono come liquido amniotico e cullano come onde. I protagonisti danzano, per sé e per il pubblico, mettendosi a nudo senza timore.
Nessuno dopo di te è il racconto di una storia d’amore, dello stare male che ne consegue e della gioia che al tempo stesso concede; è una poesia sulla vita, sulle difficoltà che ognuno affronta e sulle paure che a fatica si ammettono; è pathos ed eros.
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