Domenica 16 novembre alle 18.30 il nuovo appuntamento con il progetto firmato da Marte 2010 all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis
Il progetto Città Visibile – firmato da Marte 2010, promosso da Roma Capitale e vincitore dell’Avviso Pubblico per le iniziative del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema – porta in scena una nuova edizione di Herbarie. Le chiamavano streghe. L’appuntamento è domenica 16 novembre 2025 alle 18.30 all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis (VIII Municipio).
Il lavoro, scritto da Silvia Pietrovanni, adattato da Isabella Moroni, diretto da Ivan Vincenzo Cozzi, mette al centro il patrimonio culturale e politico del sapere femminile: un sapere radicato nella terra, nelle erbe, nella cura e nel corpo. Silvia Mazzotta, Brunella Petrini ed Elena Stabile interpretano tre generazioni di erboriste – Lucia, Caterina e Mercuria – figure chiave della medicina popolare; donne custodi di conoscenze antiche e concrete, tramandate fuori dai canali ufficiali della scienza “dotta”.
Lo spettacolo ricostruisce la genealogia della domina herbarum, l’erborista del popolo: levatrice, guaritrice, mediatrice, riferimento imprescindibile per la comunità. Una figura tanto necessaria quanto temuta dal potere, che storicamente ha lavorato per smantellare e screditare il sapere pratico femminile. A rompere l’equilibrio del racconto è la comparsa dell’Inquisitore, proiezione di un conflitto che attraversa i secoli: medicina ufficiale contro medicina popolare; conoscenza accademica contro esperienza diretta; autorità maschile contro autonomia femminile.

Mercuria cade sotto il peso della repressione, ma la linea di trasmissione non si interrompe: Caterina e Lucia proseguono il loro lavoro, simbolo di una conoscenza resiliente che attraversa il tempo e riemerge ovunque la comunità cerchi alternative, ascolto e cura.
Herbarie diventa così un affresco narrativo che ibrida passato e presente, memoria e attualità. Un’operazione culturale che interroga il rapporto tra sapere e potere, e che riflette in modo trasversale sui pregiudizi contemporanei verso pratiche non istituzionali, soprattutto quando incarnate da donne.
La regia di Cozzi spinge su una lettura politica e rituale del femminile. Le protagoniste sono presentate come tessitrici del destino, eco delle Moire, capaci di muoversi tra ritualità antiche, erboristeria, cura comunitaria e resistenza culturale. Un racconto che alterna luce e ombra, guarigione e persecuzione, restituendo complessità a un universo spesso marginalizzato o ridicolizzato.
La nuova edizione si arricchisce anche della collaborazione con il Tex Lab del Centro Diurno di Villa Lais (DSM Asl Roma 2), impegnato nella riabilitazione e nel reinserimento socio-lavorativo di persone con disagio psichico. I laboratori di Tessitura e Sartoria hanno contribuito alla realizzazione dei costumi, in un processo che intreccia cura, creatività e inclusione.
Info
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
info@lacittavisibile.com
WhatsApp: 334 20 22 448
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