Matteo Fasanella, il volto dark del teatro italiano con la luce nell’animo

Il suo nuovo spettacolo, Aeterno Dorian Club, in scena al Teatrosophia da mercoledì 19 novembre, è una dichiarazione di intenti: “Il teatro ha la responsabilità di riportare l’attenzione sulla bellezza”

di Maria Laura Pala

Quando ci incontriamo, di fronte a un cocktail in via dei Coronari a Roma, mancano due giorni al debutto ufficiale del suo ultimo lavoro sul palco del Teatrosophia dove, a due passi da noi, è quasi tutto pronto per la nuova magia firmata Dark Side Lab Theatre Company: mercoledì 19 novembre, le porte dell’Aeterno Dorian Club si apriranno per il pubblico e Matteo Fasanella, autore e regista dello spettacolo, svelerà la sua ultima visione. “Sono eccitato come fosse la mia prima volta – confessa il fondatore e direttore artistico della compagnia che ha fatto del lato oscuro la propria cifra distintiva – Si tratta di un progetto nato per essere ambizioso e questa volta sento di avere osato tanto”.

Forse perché primo reale progetto di drammaturgia originale, o perché in esso ha concentrato l’essenza stessa di tutta la sua filosofia artistica, Matteo non vede l’ora di portare in scena la sua creazione: “Aeterno Dorian Club è figlio mio, del mio momento e della mia follia – afferma, sottolineando anche quanto sia stato impegnativo per lui portarlo a termine – Nato come idea a marzo dello scorso anno, prima che mi ci aggrappassi con tutto me stesso, ha avuto uno stop e una messa in discussione”.

Dopo 100 Lire, scritto a quattro mani con Lorenzo Martinelli e pensato per rispondere all’esigenza di qualcosa di più contemporaneo ed essenziale, – semplice, come lo stesso autore ama ripetere nella accezione più nobile del termine – con Aeterno Dorian Club Fasanella vuole ritornare alle origini della Dark Side, nel rispetto della storia ormai consolidata che questa ha e della sua riconoscibilità: “Sentivamo, io per primo, il bisogno di ripartire dalla letteratura e dai classici raccontati con il nostro sguardo distintivo, dal nostro punto di vista noir – spiega – Dark inteso non come gotico ma come indagine delle oscurità che si celano dietro i personaggi, come tentativo di capire cosa ci sia nella parte che non vediamo e che non facciamo vedere”.

Matteo Fasanella ha ben chiara l’idea di teatro e arte che vuole portare avanti: “Si cerca erroneamente di avvicinare il teatro al reale mentre si sta perdendo il senso astratto della bellezza – spiega – C’è bisogno di ritornare a parlare di bellezza, di educare ed educarci a essa, soprattutto a quella astratta, quella dell’arte per l’arte. Si parla tanto di problematiche sociali senza pensare che, se si educasse al bello, si smetterebbe anche di discriminare e uccidere”.

Ecco perché dopo i successi di Darkmoon, ispirato al testo di Michele Mari, e Giovanna Dark, che continua a essere portato sul palco da sei anni, arriva Dorian: “Penso che Oscar Wilde ce lo facciano incontrare troppo presto, quando non si hanno gli strumenti intellettuali e soprattutto emotivi per comprenderlo a pieno – afferma – Sebbene io stesso lo abbia temuto per tanto tempo, sono rimasto cosciente della mia responsabilità di autore e regista e mi sono lasciato andare a quella che ho definito a tutti gli effetti una visione”. “Il ritratto di Dorian Gray è un romanzo famosissimo che non è detto tutti abbiano letto – continua – Però tutti conoscono gli elementi caratterizzanti, il tema della bellezza eterna, del ritratto, del tempo che passa. Così mi sono chiesto cosa sarebbe potuto succedere se avessi alterato uno di questi elementi e ho deciso di portare allo stremo la vigliaccheria e la vanità di Dorian, rendendolo immortale”. Il Dorian di Matteo Fasanella è così vivo e impegnato a gestire un night club a Londra.

L’autore di Aeterno Dorian Club sente l’esigenza di andare oltre ciò che vede e lo fa da diverso tempo, fin da quando, nel 2015, inizia a parlare per la prima volta di Dark Side: “Oggi nessuno si ferma più a riflettere davanti a un quadro – dice – Soprattutto il teatro deve sentire questa responsabilità perché è l’ultima esperienza reale rimasta. Io penso sempre al mio pubblico, devo dargli qualcosa che arrivi e lo abbracci, senza che sia necessariamente quello che si incontra per strada. La verità è sopravvalutata e io ho sentito il bisogno di alzare l’asticella, ritornando all’immortalità dell’arte”.

Avvicinatosi giovanissimo al teatro grazie ai genitori, Matteo Fasanella ha costruito sul fare l’attore una identità, sia personale che di gruppo: “Ho capito subito che non sarebbe potuto esistere un altro posto per me. Quando mi si chiede cosa vorrei fare da grande rispondo che mi piacerebbe avere uno spazio mio da trasformare in luogo identitario, di “resistenza”; mi piacerebbe anche poter essere docente in una scuola di teatro, proprio per dare continuità al mio pensiero. La sfida è trovare sempre il progetto giusto che dia questa possibilità. Dorian è un viaggio onirico totale in cui accetto anche il rischio di non essere compreso; un’opera-mondo in cui la sfida è vedere se può piacere. L’attore, del resto, è un’astronave che ti porta in un’altra dimensione”.

Non resta che bussare alle porte dell’Aeterno Dorian Club e lasciarsi conquistare dal lato oscuro dell’ultima sfida visionaria del padre della Dark Side Lab Theatre Company.

 Orari spettacolo

Mercoledì, giovedì e venerdì – ore 21; sabato e domenica – ore 18

(dal 19 al 23 novembre; dal 26 al 30 novembre)

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