Al Teatro Tor Bella Monaca di Roma fino al 14 gennaio lo spettacolo scritto e diretto da Marianna Adamo. Un viaggio mentale psichedelico dove i ruoli si ribaltano e la realtà vacilla. In scena con l’autrice Matteo Fasanella
di Maria Laura Pala

Volutamente disorientante fino a pochi minuti prima dell’epilogo, Alters, lo spettacolo di cui Marianna Adamo è autrice, regista e interprete – sul palco del Teatro Tor Bella Monaca di Roma con Matteo Fasanella dal 12 al 14 gennaio – è a tutti gli effetti una allucinazione collettiva in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico per tutto il tempo: gli spettatori, messi di fronte a una dimensione in cui ogni certezza viene ribaltata, non hanno possibilità di distrazione ma solo di interrogazione, funamboli sul sottilissimo filo che collega la sanità alla follia.
Il progetto, vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, è frutto della volontà dell’attrice di affrontare il delicato tema della salute mentale, sempre più sentito ma non ancora adeguatamente trattato.
Il secondo allestimento della pièce di Marianna Adamo è una istantanea essenziale e toccante delle conseguenze del trauma e della frammentazione di identità, uno spaccato momentaneo in cui le convinzioni vengono sovvertite di continuo e l’interrogativo è il vero motore propulsore della storia.
I due protagonisti si confrontano nella sala di osservazione di un ospedale psichiatrico, contendendosi entrambi il ruolo di medico e paziente; il pubblico, confuso e affamato di risposte, non sa a chi credere, incapace di trovare da solo la chiave di un passo a due ballato tra ragione e follia: quello che ci si trova a vivere è un viaggio psichedelico e psicologico tra le alterazioni della mente, incontrollabile e imprevedibile. Domande e risposte che si alternano e confondono, tratteggiando una sottile linea che separa l’ordine dal disordine – mentale.

Inutile qualunque orpello scenografico perché il testo, genialmente costruito dall’autrice, per colpire nel segno non ne ha bisogno e lo dimostra la forza con cui arriva diretto allo spettatore grazie anche all’essenzialità delle scenografie della Imperium Artis di Valeria di Pofi: intorno a un tavolo e due sedie, i protagonisti regalano due interpretazioni decise, commoventi e, dato il tema, anche inaspettatamente divertenti. Matteo Fasanella, la cui bravura e versatilità non ha bisogno di conferme (suo il disegno luci), si declina nei diversi stati d’animo del personaggio, perfettamente in sintonia con Marianna Adamo che, dopo aver svelato una penna tagliente e ricercata, sostiene con sorprendente abilità le diverse anime di una personalità disturbata.

Il risultato è uno spettacolo perfettamente equilibrato nei tempi e nei contenuti, in cui gli squilibri della mente non prendono il sopravvento ma accompagnano, guidando il pubblico verso la conclusione che racchiude tutte le risposte. Le musiche originali di Alessandro D’Agostini sono l’ulteriore valore aggiunto di uno spettacolo che, per qualità tecnica e profondità di messaggio, non può passare inosservato ma merita di essere visto e riproposto.
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