Al Teatro Cometa Off, la lettura della Darkside LabTheatre Company scava nell’eredità poetica e sentimentale di Edmond Rostand tra fedeltà al verso e maturità scenica
di Maria Laura Pala

“Nasce tutto da lì”, disse in una intervista tempo fa Matteo Fasanella riferendosi all’adattamento del Cyrano De Bergerac di cui è regista e interprete, portato in scena da dieci anni con immutato coinvolgimento e instancabile passione, di nuovo in cartellone al Teatro Cometa Off di Roma fino a domenica 22 febbraio. Per comprendere a pieno il significato delle sue parole e dare forma concreta a ciò che uno dei classici del teatro francese rappresenta per lui è però necessario vederlo indossare i panni del celebre poeta spadaccino e innamorarsene: non farlo, dopo aver visto la Darkside Labtheatre Company sul palco, è quasi impossibile.
Con un testo che conserva i versi originali di Edmond Rostand apportando solo alcuni tagli, l’attore ormai romano d’adozione racconta e rivive una delle più commoventi e strazianti storie d’amore della letteratura drammatica mondiale: Cyrano, uomo colto e sensibile, vive nella Parigi del Seicento ed è abile con le parole come con la spada; segretamente innamorato della cugina Rossana, non riesce a confessarle il proprio amore perché certo di non poter essere ricambiato per via del suo aspetto sgradevole a causa del naso smisurato.


La storia inizia con il protagonista – interpretato in maniera sublime da Matteo Fasanella – che, dopo essersi confrontato con il fidato amico Le Bret – Nicolò Berti, volto ormai noto della compagnia che riconferma talento e versatilità sul palco – decide di dichiarare il suo amore proprio nel momento in cui Rossana – Diana Forlani, anche lei membro della Darkside di già constatata bravura alle prese con un ruolo non semplice – gli confessa di essere innamorata di un giovane cadetto dalla bellezza impareggiabile ma povero di spirito, Cristiano – Costantino Seghi, ultimo arrivato del gruppo ma già distintosi pochi mesi fa nei panni del protagonista di Aeterno Dorian Club, altro successo di Fasanella. È a questo punto che esplode l’essenza dell’opera di Rostand, omaggio all’amore puro e all’amicizia sincera: Cyrano, pur di non far soffrire la donna segretamente amata, aiuta il giovane a non deludere le aspettative di Rossana, sensibile come lui alle parole e alla poesia. Una delle scene più famose e cariche di lirismo di tutta l’opera è infatti quella in cui il protagonista suggerisce a Cristiano le frasi da dire nascosto sotto il balcone dell’amata. Il cattivo della storia, il terribile conte De Guiche – Lorenzo Martinelli, garanzia di altra indiscutibile interpretazione magistrale – invaghitosi di Rossana come gli altri e nemico dichiarato di Cyrano, manderà il poeta e l’amico a combattere al fronte, con l’epilogo tristemente noto che tutti conosciamo. Altrettanto triste e famoso il finale in cui la giovane scopre la verità ormai troppo tardi: le ultime parole recitate dal protagonista – Qui riposa Cirano Ercole Saviniano Signor di Bergerac, che in vita sua fu tutto e non fu niente! – stritolano l’anima e non danno scampo.

In Cyrano, Matteo Fasanella regala una delle sue più emozionanti e disarmanti interpretazioni di sempre – se non la migliore in assoluto – esprimendo al massimo potenza recitativa, profondità interpretativa e impeccabile tecnica: per lui, l’eroe di Rostand è il Teatro, Amore nella sua massima manifestazione e Vita. Nell’allestimento della Darkside LabTheatre Company, Cyrano cresce con Matteo, arrivando a mostrare nell’ultima messa in scena al Cometa Off una sofferenza e una passionalità matura, adulta, vissuta.

Cyrano di Bergerac della Darkside Labtheatre non riconferma solo la qualità artistica e la professionalità della compagnia, ma sempre più anche la certezza di spettacoli che sorprendono fin dall’entrata in sala, come accade anche in questo caso per merito delle scenografie di Maurizio Marchini e del disegno luci di Fasanella. Qualunque altra considerazione sarebbe superflua, diversamente dall’invitare a innamorarsi di Cyrano chi ancora non lo ha fatto ma ha la possibilità di rimediare.

(foto di Beniamino Finocchiaro)
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