Al Teatro Arcobaleno una messinscena solida e filologica de L’uomo, la bestia e la virtù sostenuta da un cast compatto e da una regia che punta tutto su qualità esecutiva e rispetto del testo
di Maria Laura Pala
Uno spettacolo da manuale quello portato in scena da Ennio Coltorti al Teatro Arcobaleno di Roma dal 30 gennaio al 15 febbraio: con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, l’attore romano è tornato al Centro Stabile del Classico con una pietra miliare della tradizione drammaturgica italiana, regista e interprete di un allestimento importante e impeccabile accolto con entusiasmo dal pubblico, sempre numeroso.

Del resto non avrebbe potuto essere altrimenti: Ennio Coltorti, già di suo garanzia di eccellenza, ha messo in scena la commedia pirandelliana con una squadra di altissimo valore che ha visto, tra gli altri, al suo fianco Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani. Con loro, sul palco, Riccardo Graziosi, Valentina Martino Ghiglia, Tito Marteddu, Anita Pititto, Greta De Bortoli e Nathan Macchioni.
L’uomo, la bestia e la virtù proposta dal Teatro Arcobaleno è una macchina complessa, magnificamente assemblata e guidata dall’esperienza indiscutibile del regista. Fedele al testo originale, Coltorti ha regalato al pubblico un allestimento raro per ricchezza scenografica e cura del dettaglio: i costumi di Annalisa Di Piero e le scene – firmate dal regista – non stravolgono il racconto proiettando i personaggi in epoche differenti ma restituiscono agli spettatori un quadro rispettoso della Sicilia pirandelliana di inizio Novecento. Non serve aggiungere niente ai tre atti scritti dal grande drammaturgo: l’ipocrita facciata sociale viene già genialmente celebrata dall’autore che non ebbe paura di denunciarla e prendersene gioco.
La vicenda si sviluppa intorno al tradimento della signora Perella (una deliziosa Adriana Ortolani) che, trascurata e tradita a sua volta dal Capitano Perella (interpretato da un impeccabile Ennio Coltorti che non può deludere), rimane incinta del professor Paolino (Jesus Emiliano Coltorti, superlativo nei panni del personaggio che più di tutti riassume il pensiero pirandelliano). Per evitare lo scandalo e difendere la virtù della donna, l’amante cercherà in tutti i modi di far sì che il marito, sempre assente, creda di essere il padre del bambino.
Non c’è una virgola fuori posto nello spettacolo del noto attore e doppiatore, neppure quando un piatto di scena, volutamente fatto cadere a terra, rimbalza, anziché fermarsi, fino ai piedi degli spettatori della prima fila, strappando un sorriso agli stessi protagonisti durante la penultima replica: divertente, mai banale, la commedia diretta e interpretata da Ennio Coltorti non stupisce con effetti speciali o colpi di scena esagerati, ma conquista eccellendo in precisione e tradizione.
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