Il ricordo di Daniele Nardi inaugura “Montagne che raccontano”

Il docu-film di Federico Santini Verso l’ignoto apre la rassegna cinematrografica organizzata dal CineMancini in collaborazione con il CAI – Sezione di Monterotondo. Cinque film per cinque lunedì: protagonista indiscussa la montagna

È la montagna la principale protagonista della rassegna cinematografica iniziata lunedì 23 febbraio al CineMancini di Monterotondo, in provincia di Roma, e in programma per altre quattro settimane: organizzata in collaborazione con la sezione locale del CAI Club Alpino Italiano, l’iniziativa, intitolata Montagne che raccontano, è un omaggio all’affascinante e talvolta inspiegabile mondo dell’alpinismo e dell’escursionismo. Cinque i film in calendario: Verso l’ignoto, Terre Mutate, Ti porto io, La grande controversia e Il ragno della Patagonia.

Dedicata alle grandi storie montane e ai personaggi che le han vissute, la prima edizione della manifestazione ha preso il via con il ricordo della straordinaria e toccante storia di Daniele Nardi, eccezionale alpinista italiano scomparso sul Nanga Parbat agli inizi del 2019. Con Verso l’ignoto, il regista Federico Santini racconta il terzo tentativo di ascesa alla cima della nona montagna più alta del pianeta: una storia di gioie e dolori che ripercorre i primi quattro inverni dedicati all’impresa straordinaria che, pochi anni dopo, proprio lungo la via dell’inviolato Sperone Mummery, sarebbe costata la vita a Daniele.

I cinque incontri, pensati per essere momenti di racconto e scambio tra gli amanti della montagna, vedranno di volta in volta la partecipazione di nomi legati ai film e alle storie ricordate. In occasione della prima serata sono stati presenti in sala il regista del film e Stefano Milani, alpinista e amico di Nardi. Sono state soprattutto le parole di Federico Santini a restituire, insieme al suo lavoro, la testimonianza più autentica di quello che le immagini possono solo far intravedere.

Federico Santini e Stefano Milani

Quella di Daniele è una vicenda che ha lasciato un segno profondo nel mondo nell’alpinismo, testimonianza di una lotta estrema contro la natura, segnata da incontrollabile passione, impareggiabile determinazione e singolare visione: attraverso il suo film documentario, Federico Santini ripercorre, oggi con una stretta al cuore, l’avventura vissuta nell’inverno a cavallo tra il 2014 e 2015 sul Nanga Parbat al seguito dell’alpinista. Grazie a immagini spettacolari e testimonianze intense, Verso l’ignoto svela i retroscena del progetto di salita in stile alpino lungo la leggendaria via dello Sperone Mummery: passare da un campo all’altro con le proprie forze, senza l’ausilio di facilitazioni, spiega molto del modo di vivere la montagna da parte dell’alpinista originario di Sezze, piccolo paese non distante da Latina, e di cosa abbia sempre rappresentato per lui quella imponente signora che fa credere di concedere il privilegio di arrivare in cima per poi cambiare idea d’improvviso e soffiare via come un granello di polvere sul bavero della giacca.

La rassegna cinematografica Montagne che raccontano vuole condividere, attraverso cinque diversi film adeguatamente selezionati, la passione che porta a sfidare e superare i propri limiti, spesso in nome di un piacere e di una soddisfazione non sempre pienamente descrivibili a parole. Storie come quella di Daniele Nardi, che oggi avrebbe compiuto cinquanta anni e sarebbe stato padre di un bambino nato pochi mesi prima della sua scomparsa, testimoniamo quanto importanti possano essere alcune mete che ci si prefigge e quanto smisurate alcune passioni. Come lo stesso alpinista ha dimostrato in una delle riprese girate direttamente con la sua GoPro e montate da Federico Santini nel film Verso l’ignoto: nonostante la stanchezza, la paura e le difficoltà, nonostante il non aver raggiunto la meta, Daniele era felice per il solo essere lì. Anche a costo della vita.

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