Dal 12 al 15 marzo al Teatrosophia Hanno ucciso Baudelaire, viaggio teatrale tra marginalità, visione e poesia
Dal 12 al 15 marzo il Teatrosophia di Roma ospita Hanno ucciso Baudelaire (Strani fiori), spettacolo scritto da Marco Buzzi Maresca e interpretato e diretto da Gianni De Feo. Un lavoro che riporta in scena uno dei nomi più radicali della poesia moderna, Charles Baudelaire, attraverso un racconto che mescola visione poetica e marginalità contemporanea.
Dopo aver inaugurato la stagione con un recital dedicato a Jacques Brel e Sergio Endrigo, De Feo torna dunque sul palco con un progetto completamente nuovo, in cui assume il ruolo di protagonista assoluto e guida lo spettatore dentro un viaggio teatrale che attraversa poesia, solitudine e identità.

Lo spettacolo immagina un lungotevere sospeso tra sogno e degrado, lontano dalle suggestioni parigine della Senna e dalla seduzione della Ville Lumière. In questo scenario si muove un uomo espulso dalla società: un relitto umano, un esule che vaga lungo il fiume come in un personale inferno dantesco. È qui che trova rifugio nei versi del poeta maledetto, fino a riconoscersi in essi e a identificarsi con la figura stessa di Baudelaire.
Per i compagni di sottoponte diventa semplicemente “Baudelaire”. Non per imitazione, ma perché in quel destino di esclusione e inquietudine si riflette l’anima stessa del poeta. Il clochard e il poeta finiscono così per specchiarsi l’uno nell’altro: due figure che condividono lo stesso sguardo rivolto a un cielo da cui sembrano essere stati espulsi.
Il percorso drammaturgico si costruisce attorno ai grandi nuclei poetici dell’autore dei I fiori del male: malinconia e ideale, angoscia e desiderio, eros e fuga nei paradisi artificiali. In scena questi elementi diventano materia teatrale, evocata attraverso immagini e versi che fanno emergere il conflitto tra brutalità della realtà e tensione visionaria.

Il risultato è un duello continuo tra sogno e abisso: eros e morte si inseguono senza mai incontrarsi davvero, mentre la parola poetica diventa l’unico spazio possibile di resistenza. Un vortice di immagini e suggestioni che restituisce la modernità inquieta di Baudelaire e la trasporta in una periferia umana e spirituale che parla direttamente al presente.
Lo spettacolo è prodotto da Florian Metateatro. Completano la squadra creativa Roberto Rinaldi per gli elementi scenografici, Janni Altamura per i costumi, Gloria Mancuso per il disegno luci e Manuela Giusto per foto e grafica.
Orario spettacoli
Giovedì e venerdì ore 21 – sabato e domenica ore 18.
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