La rassegna Desideriokdivora mette a confronto due icone tragiche della letteratura e del mito, il narcisismo distruttivo di Dorian Gray e la passione proibita di Fedra. Regia di Luca Guerini.
Al Teatro Nuovo Piccolo Garbatella di Roma prende forma Desideriokdivora, una mini-rassegna della compagnia Realtà Teatrale Skenexodia che mette al centro due figure tragiche accomunate da un identico cortocircuito, il conflitto tra desiderio e morale. Sabato 14 e domenica 15 marzo il palco ospita due spettacoli che dialogano tra loro pur appartenendo a epoche lontane, Il ritratto di Dorian Gray e il mito di Fedra.
Il progetto, con adattamento e regia di Luca Guerini, costruisce un dittico teatrale che mette a confronto due parabole di autodistruzione. In entrambi i casi la miccia narrativa è la stessa: quando la bellezza o la passione si sganciano dall’etica, il desiderio diventa una forza corrosiva capace di travolgere individui e relazioni.
Il primo appuntamento, sabato 14 marzo, è dedicato a Dorian Gray, il celebre protagonista del romanzo di Oscar Wilde. Luca Fioretti, Simone De Rose, Simone Tisi e Marta Longo danno vita alla storia del giovane londinese la cui bellezza diventa oggetto di un ritratto dipinto da Basil Hallward. Da quel momento prende forma il patto implicito che guida l’intera vicenda: il tempo e la corruzione segneranno il quadro, mentre il volto di Dorian resterà immutato. Ma l’illusione dell’eterna giovinezza apre la strada a una vita di eccessi e immoralità, alimentata dall’influenza cinica di Lord Henry. Il ritratto diventa così lo specchio oscuro dell’anima del protagonista, registrando ogni colpa fino alla rovina finale.
Nelle note di regia, Guerini colloca la storia negli anni Trenta, in un’epoca segnata dalla crisi economica e da un diffuso bisogno di evasione. L’estetica dello spettacolo guarda alle atmosfere pittoriche di Jack Vettriano, dove eleganza e inquietudine convivono nello stesso spazio visivo. In questo contesto la bellezza diventa una maschera dietro cui si nasconde il vuoto morale.

Domenica 15 marzo, il secondo capitolo della rassegna porta in scena Fedra, figura tragica della mitologia greca, interpretata da Roberta Sarti accanto a Fabrizio Giacomozzi, Vincenzo Filice ed Eleonora Bucci. La vicenda ruota attorno alla passione proibita che la donna nutre per Ippolito, un desiderio che tenta di reprimere ma che finisce per travolgerla. Il rifiuto dell’uomo trasforma il tormento in accusa e innesca una catena di conseguenze irreversibili, culminando in una punizione ingiusta e nella rivelazione tardiva della verità.
Per questa tragedia Guerini sceglie di spostare l’ambientazione nel 1968, un periodo di frattura generazionale e di crisi dell’autorità. In questo scenario il conflitto tra legge e desiderio – cuore del mito – assume una risonanza contemporanea e mette in luce la fragilità dei rapporti familiari e delle strutture sociali.
Gli spettacoli sono prodotti dalla compagnia Skenexodia in collaborazione con il Centro Sperimentale Artistico delle Marche. La rassegna propone dunque due archetipi del dramma occidentale – il narcisismo senza freni e la passione proibita – dimostrando come il desiderio, quando sfugge al controllo, possa diventare una forza capace di divorare tutto ciò che incontra.
©Riproduzione riservata

