Fino a domenica 29 marzo al Teatrosophia il nuovo successo firmato Matteo Fasanella. Una denuncia lucida e inquietante tra algoritmi, identità annullate e società malata dove estetica e profitto dominano sull’individuo
di Maria Laura Pala

Che Matteo Fasanella fosse un regista di inconfutabile bravura non era una novità, così come non lo è l’energica e promettente carica umana e artistica di Nunzia Ambrosio, Carmelita Luciani e Antonio Buonocunto. I tre giovani attori della Compagnia Australe tornano sul palco del Teatrosophia di Roma con Oltre lo specchio, il nuovo spettacolo di cui sono anche autori insieme a Noemi Miranda, Federico Dioguardi e Matteo Fasanella. In scena con loro, prestato dalla Darkside Labtheatre Company, il versatile e inappuntabile Lorenzo Martinelli.

È un futuro distopico, meno distante di quanto si possa pensare, quello protagonista a via della Vetrina fino a domenica 29 marzo: in un’agenzia di marketing e comunicazione il cui nome rimanda a una dimensione antica e simbolica caratterizzata da armonia ed equilibrio – Arcadia – Marco (Lorenzo Martinelli), Chiara (Nunzia Ambrosio) e Giulia (Carmelita Luciani) prendono gradualmente coscienza di un sistema tossico e innaturale che li fagocita e annienta, decidendo, grazie anche all’intervento del misterioso Vittorio (Antonio Buonocunto), di decostruirlo. In una società in cui la perfezione estetica è l’unico obiettivo da raggiungere e gli algoritmi giudicano la conformità o meno al modello di riferimento – si chiama Riflesso il giudice virtuale che scansiona vita e numeri dei personaggi – non sono più le singole aspirazioni individuali a contare ma solo il profitto ottenuto servendosi dei diversi individui, semplici proiezioni di un’idea imposta.
Non è facile portare il futuro – ancor più se fantascientifico – in teatro, fortemente esposti al rischio del confronto con una resa cinematografica, ma la difficilmente pareggiabile bravura di Matteo Fasanella non tradisce le aspettative e ne riconferma l’imbattibilità: con pochi ma strategici strumenti scenici e un disegno luci dalla firma inconfondibile, il prevaricare nella storia della tecnologia arriva forte e deciso, regalando un quadro futuristico in cui tutto, inclusi gli abiti in pelle indossati dai protagonisti, rimanda a una realtà fredda e meccanica, non lontana da quella verso cui ci stiamo rapidamente dirigendo senza inversione di tendenza.
La scenografia di Maurizio Marcibi non avrebbe però potuto essere così funzionale e adeguata senza le interpretazioni dei quattro attori che, soprattutto nel caso della Compagnia Australe – Lorenzo Martinelli è ormai una garanzia, capace di piegarsi con impressionante facilità e ancor più notevole potenza interpretativa a qualunque personaggio gli venga richiesto – fanno presagire risultati sempre più notevoli. Una squadra affiata e ben bilanciata che, anche grazie alla guida puntuale e senza sconti di un regista annoverabile tra i più innovativi e capaci del panorama teatrale attuale, è destinata a lasciare il segno.


Il testo, presentato per la prima volta in questa occasione, funziona sia nei tempi che nella storia: mai scontato o superficiale, chiaramente frutto di una ricerca attenta e ragionata, arriva senza difficoltà al pubblico che lo percepisce subito proprio, immedesimandocisi.
Uno spettacolo fortemente voluto da Antonio, Carmelita e Nunzia che, dopo il successo registrato con Nevischio, alzano l’asticella e si fanno ambasciatori di un messaggio importante: Oltre lo specchio non è solo un indiscutibile esempio di buona regia e drammaturgia, ma anche denuncia di una società malata e invito a un cambiamento ancora possibile.
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