Al Teatrosophia fino a domenica 19 aprile, nello spettacolo diretto da Matteo Fasanella l’attrice veste di nuovo i panni di Giovanna d’Arco. Un ruolo che è oggi conferma e non più promessa
di Maria Laura Pala
Ritornare a indossare i panni di Giovanna d’Arco è per Sabrina Sacchelli una emozione gigante, “non tanto per il ruolo in sé, che è bellissimo e lo amo – ammette lei stessa con la dolcezza e la delicatezza d’animo che la caratterizzano – quanto per quello che rappresenta: Giovanna rispecchia ciò per cui si deve lottare ogni giorno, le battaglie che portiamo avanti contro la società e contro tutto; è la chiamata che senti e che non puoi fare a meno di ascoltare”.

In una stagione che l’ha vista conquistare il pubblico ricoprendo i ruoli più contrapposti – Pilla in Darkmoon, Virginia Woolf, Sybil e ballerina di poll dance in Aeterno Dorian Club, rivoluzionaria in Ho perso Marseille – con l’eroina francese Sabrina torna su un palco che per lei è casa, insieme a una compagnia teatrale che è famiglia: fino a domenica 19 aprile sarà infatti il Teatrosophia di Roma a ospitare Giovanna Dark, il sorprendente adattamento scritto e diretto da Matteo Fasanella, portato in scena dalla DarkSide LabTheatre Company.
Non è la prima volta che Sabrina Sacchelli interpreta Giovanna d’Arco, ma oggi, a distanza di cinque anni, lo fa con una consapevolezza diversa: “Lo vivo non come un trampolino di lancio o un inizio, ma come conferma dell’essere sulla strada giusta, come spinta per affrontare le difficoltà future; è un esortarmi ad andare sempre avanti qualunque cosa accada perché certa di fare quello che deve essere fatto. Oggi, dopo aver affrontato tante situazioni ed essere cresciuta, posso dare quello che so di non aver dato allora”.
La pulzella d’Orléans è, per l’attrice originaria della provincia di Massa Carrara ma ormai naturalizzata romana, molto più che un semplice personaggio da interpretare: “C’è molto di me in Giovanna, nella sua schizofrenia di sentimento, in quel movimento interiore – confessa – Parlo non solo da donna, ma da donna che è stata giovane e subito indipendente, che ha cercato di affermarsi nonostante nessuno le desse credito. Quanti no, quanti rifiuti, quanti Sì, vabbe’… La lotta di Giovanna è in qualche modo la stessa di tutte le donne, di tutte quelle persone che cercano di seguire la propria strada”.

La Santa Guerriera, con il suo percorso ostacolato, diviene simbolo di resilienza: “Il fuoco che le arde dentro si è acceso perché lei ha sentito e visto; Dio le ha detto chiaramente cosa fare, divenendo la sua guida”, ha aggiunto Sabrina. E anche lei, come Giovanna, ha i suoi punti di riferimento personali: “La più importante è mia nonna, venuta a mancare qualche anno fa – dice – Oltre a rivederla nelle mie espressioni ogni volta che mi specchio, sento la sua presenza sempre accanto. Poi c’è la voce dentro ognuno di noi, quella che un po’ castriamo crescendo ma che io continuo invece ad ascoltare tanto”.
Il forte legame che Sabrina sente con Giovanna d’Arco è tangibile nelle sue parole. “Sono una persona molto disciplinata – dice – ma questa volta mi sono preparata non preparandomi. Mi sono lasciata parlare da lei e dalla situazione intorno dove la sua complessità mi risuona dentro: il mio buio e i miei mostri interiori sono molto importanti e chiassosi, ma lasciandomi andare ho visto che le nostre personalità combaciavano abbastanza. Ho deciso di non giudicarmi e non castrarmi. Di solito sono una persona molto mentale, ma questa volta ho deciso semplicemente di andare, senza ragionare. Ho cercato solo il silenzio”.
Come Giovanna, Sabrina, una volta sentita la voce del teatro che la chiamava, non si è più fermata, superando qualunque ostacolo la vita decidesse di metterle davanti: “Questo è un mondo che non ti dà credito ma oggi sono felice di poter dire a me stessa Hai fatto bene a resistere”.
Con lei, sul palco, Lorenzo Martinelli, Nicolò Berti, Pietro Bovi, Diana Forlani e Matteo Fasanella, i compagni della DarkSide che proprio con Giovanna Dark, nel 2020, ha preso forma concretamente: “Per me la compagnia è una missione, è dove riverso tutto l’amore – confessa – Matteo, con la sua regia, trasmette una visione che è al tempo stesso teatrale e cinematografica, dando spazio alla microespressività e alla verità. Tutti, entusiasti, ci mettiamo nelle mani del regista, un folle pazzo visionario di cui amo ogni spettacolo e che, pur essendo molto esigente, ci lascia comunque anche tanta libertà”.
Giovanna Dark vede, insieme ai professionisti della DarkSide anche la partecipazione eccezionale di Guido Lomoro, direttore artistico del Teatrosophia: “Fa un lavoro faticoso e, standogli accanto, lo vedo – aggiunge Sabrina – Per me sta diventando un punto di riferimento e sono felice di condividere con lui il dietro le quinte”.
Una sfida importante per la protagonista: “Interpretare Giovanna è bello perché è sia una fanciulla che una guerriera invasata – conclude l’attrice – In lei ci sono tantissimi colori e interpretarli non è stato semplice”.
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