“Vite sospese”, il nuovo romanzo di Rosario Galli celebra i suoi cinquant’anni di carriera

Dalla drammaturgia alla narrativa, il drammaturgo di origini siciliane festeggia mezzo secolo di carriera con un romanzo che indaga solitudine, fragilità e identità contemporanea. Appuntamento mercoledì 22 aprile: “Vediamoci da vivi, che è meglio

di Maria Laura Pala

Celebrare cinquant’anni di carriera teatrale con la pubblicazione di un romanzo tra le cui pagine batte forte il cuore del teatro: Rosario Galli non avrebbe potuto tagliare meglio un traguardo così importante. Mercoledì 22 aprile, alle ore 18, negli spazi della storica trattoria romana Al Biondo Tevere, il noto sceneggiatore e attore di origini catanesi presenterà infatti il suo secondo romanzo Vite sospese con un appuntamento che sarà al tempo stesso racconto, memoria e festa. “È un punto di arrivo che mi fa piacere festeggiare con quelli che verranno – ha detto l’autore – Ho invitato tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine; chiaramente non verranno tutti ma è un po’ come dire Vediamoci da vivi, che è meglio”.

Rosario Galli è uno dei drammaturghi più rappresentativi del panorama italiano, da sempre legato alla visione del teatro come spazio di ricerca e verità: “Il teatro è una bellissima realtà che mi ha dato tante gioie e tanta felicità, ma è anche faticoso. Già da qualche anno ho deciso di dedicarmi più alla narrativa – confessa – Non dico di aver chiuso con il palcoscenico, ma lascerò che lo facciano gli altri per me. Gli attori che mi vogliono bene mi metteranno in scena, come già sta accadendo”.

Quella di mercoledì sarà una festa che non tradirà lo spirito di Rosario Galli: “Sarà tutto nel mio stile sobrio perché la parola che ha contraddistinto la mia vita è stata sobrietà – ha precisato – Detesto la retorica, l’enfasi, l’eccesso; vanno bene solo quando si scrivono i romanzi ma nella vita bisogna essere molto parchi. Parleremo un po’ del libro, proietteremo un filmatino, brinderemo tutti allegri e ce ne andremo a casa contenti”.

Un romanzo che, come il teatro, non si limita a raccontare, ma interroga, scava e mette in discussione il confine tra realtà e percezione. Vite sospese è un affresco dell’animo umano, un viaggio tra le nevrosi, le fragilità e i disagi emotivi che, soprattutto a partire dalla solitudine imposta dal lockdown, sono stati amplificati; un’opera di profonda introspezione psicologica filtrata dallo sguardo di un regista teatrale che ha trasformato la scrittura in uno strumento di consapevolezza, sopravvivenza e resistenza.

“Il Covid è stato un po’ uno spartiacque nella vita di tante persone, nella mia in particolare – confessa Rosario Galli – Lì io decido di dedicarmi alla narrativa. A differenza del protagonista del romanzo, che si definisce solo un regista che mette in scena la vita degli altri, io ho fatto il drammaturgo e scritto allo stesso tempo tutta la vita. Narrativa e drammaturgia hanno un’anima diversa. Ho tanti romanzi e racconti rimasti nel cassetto. Fino al Covid: il primo romanzo, L’amico imperfetto, è del 2021”.

Con il personaggio di Umberto Tortolini, protagonista di Vite sospese, Rosario Galli non descrive solo i moti bui dell’animo umano, ma racconta anche la magia del teatro e di quello spazio misterioso che tante vite diverse accoglie: “È vero, non si può comprendere l’essenza del teatro se non si sta di notte in uno spazio scenico deserto; quelli sono stati momenti veramente magici – dice il regista riprendendo alcune parole del protagonista del suo libro – Quando finite le prove mandi via tutti e rimani solo con il tecnico luci, nel teatro vuoto, magari fino all’alba… Lì capisci tante cose, vedi i fantasmi”.

Per lo sceneggiatore scrivere un libro è oggi un atto rivoluzionario: “Come potrebbe non esserlo in un’epoca in cui tutto è contratto? Pensiamo a quanti libri vengono pubblicati ogni anno – dice – Se non è rivoluzionario questo, nell’epoca dei social, cosa lo è? Io ho deciso di ribellarmi scrivendo un romanzo di quasi trecento pagine che ha bisogno di tempo e dedizione. Questa è la sfida”.

Rosario Galli è stato protagonista di un percorso creativo che, dagli anni Ottanta a oggi, lo ha visto dare vita a testi teatrali entrati nella storia del teatro contemporaneo. Uomini sull’orlo di una crisi di nervi è oggi considerata una delle commedie italiane più rappresentate del suo periodo, oltre che essere stata tradotta in numerose lingue. Un successo che si affianca ai suoi lavori per la televisione, alle collaborazioni con la Rai, alle direzioni artistiche, alle produzioni nazionali e a un impegno costante nella formazione teatrale.

L’appuntamento di mercoledì 22 aprile, a cui parteciperanno anche Giancarlo Sammartano, Carlo Prinzhofer, Laura Rosi e Ida Sansone, sarà un’occasione per ricordare e rivivere tutto questo insieme al pubblico, in un momento che è incontro e celebrazione del potere trasformativo dell’Arte.

L’appuntamento di mercoledì 22 aprile, a cui parteciperanno anche Giancarlo Sammartano, Carlo Prinzhofer, Laura Rosi e Ida Sansone, sarà un’occasione per ricordare e rivivere tutto questo insieme al pubblico, in un momento che è incontro e celebrazione del potere trasformativo dell’Arte.

“Quello che avevo da dire in teatro l’ho detto – conclude Rosario Galli – Ora, con la scrittura, restituisco qualcosa”.

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