Quattro notti di cinema per riaccendere lo schermo dello Stardust e riprendersi un luogo

Dall’11 al 14 settembre l’ex Stardust Village di Roma torna ad accogliere il pubblico: non riaprono le sale ma nasce un’arena gratuita sotto le stelle con quattro film e altrettanti incontri con Christian Marazziti, Michela Andreozzi, Pilar Fogliati e Giuseppe Gandini

Lo Stardust Village appartiene a quei luoghi che continuano a vivere nella memoria di chi li ha frequentati, anche dopo la chiusura. Il complesso cinematografico del Torrino, quartiere a sud della Capitale, è sospeso in attesa di un nuovo futuro da ottobre 2024 ma dal prossimo 11 settembre, per quattro sere, il cinema sarà di nuovo al centro della scena. Non una riapertura ma qualcosa di temporaneo, forse per questo ancora più interessante.

Cinema all’aperto sotto una polvere di stelle porta il pubblico negli spazi esterni dell’ex Stardust Village, in via del Pianeta Terra 4, con un’arena da centocinquanta posti a ingresso gratuito. Quattro serate dedicate alla commedia italiana contemporanea, quattro occasioni per tornare a vivere un luogo che da quasi due anni non svolge più la funzione per cui era diventato un punto di riferimento del quartiere.

Il paradosso è tutto qui: il cinema torna allo Stardust proprio quando lo Stardust, come cinema, non esiste più e la rassegna sembra voler partire esattamente da questa contraddizione. Il pubblico non troverà le vecchie sale riaperte, ma un’arena sotto le stelle con un grande schermo professionale; soprattutto troverà gli autori dei film, perché ogni proiezione sarà accompagnata da un incontro con registi e interpreti, oltre che moderato dal critico cinematografico Francesco Di Brigida.

Il programma sceglie la commedia come filo conduttore: una scelta solo apparentemente leggera che permette di attraversare temi, relazioni e contraddizioni della società contemporanea senza trasformare il cinema in una lezione.

Michela Andreozzi

Il primo appuntamento sarà venerdì 11 settembre con Prendiamoci una pausa e Christian Marazziti, regista e interprete.

Sabato 12 toccherà a Unicorni, con Michela Andreozzi, e domenica 13 sarà la volta di Romantiche, diretto e interpretato da Pilar Fogliati.

Pilar Fogliati

A chiudere la rassegna, lunedì 14 settembre, Tre storie in bottiglia di Giuseppe Gandini, che sarà presente insieme ad altri interpreti del cast.

Quattro film, quattro incontri e un’idea precisa: la visione cinematografica torna a essere un’esperienza collettiva, non soltanto un consumo individuale.

La questione più interessante non è necessariamente ciò che accadrà sullo schermo ma ciò che vi accadrà intorno, considerando che questa rassegna arriva mentre sul futuro dell’ex Stardust Village è ancora aperto un capitolo importante: l’area è infatti destinata a una nuova trasformazione, con l’obiettivo di diventare un polo culturale multifunzionale, mentre si procede al riaffidamento attraverso un bando europeo. Il luogo non rimane però completamente fermo, grazie all’iniziativa promossa dal Municipio Roma IX e realizzata dall’Associazione Culturale Marte 2010. L’obiettivo è provare a utilizzare questa fase di transizione per riportare dentro l’area una funzione pubblica. Una logica interessante che, invece di considerare il periodo che precede la trasformazione come un semplice intervallo, lo utilizza per riattivare il rapporto con la comunità.

La presidente del Municipio Roma IX Titti Di Salvo parla proprio della necessità di utilizzare per la collettività un bene che è stato a lungo apprezzato dalla popolazione del territorio. Un’impostazione condivisa anche dalla presidente della Commissione Cultura Capitolina Erica Battaglia, che ha contribuito alla realizzazione dell’arena.

Il vero esperimento allora non riguarda soltanto la capacità di una rassegna cinematografica di attirare pubblico ma la forza di un luogo di tornare a generare comunità. Lo Stardust per anni è stato un punto di riferimento per il Torrino e per il Municipio Roma IX. La sua chiusura non ha cancellato quella memoria ma ha interrotto una consuetudine, quella di andare al cinema, incontrarsi e passare una serata fuori casa. Con questa iniziativa non si finge che il vecchio Stardust sia ancora lì, ma si prova a capire cosa può diventare quel luogo attraverso ciò che ancora oggi è capace di produrre: incontri, cultura e partecipazione.

©Riproduzione riservata

Autore