La scrittura, un filo che ricuce la memoria. A svelarlo in video Franca Canero Medici

Da Fabrizio De André a Italo Calvino, da José Saramago al pensiero di Hans-Georg Gadamer: nel romanzo Il regno dei ragni cucirebbe la pelle, l’autrice intreccia filosofia, mito e letteratura in una riflessione sul significato della scrittura. Nel video racconta la genesi e i temi della sua opera

Cosa significa scrivere? Quale rapporto lega le parole alla memoria, il racconto alla vita e chi scrive a chi legge? Sono solo alcuni degli interrogativi attorno ai quali si sviluppa Il regno dei ragni cucirebbe la pelle. La trama della mia scrittura, il romanzo di Franca Canero Medici, pubblicato nel 2026 da Fefè Editore nella collana Il pelo nell’uovo.

L’opera nasce dall’incontro tra narrativa e riflessione filosofica, trovando nella metafora della tessitura la propria chiave interpretativa: scrivere diventa un modo per intrecciare parole e silenzi, recuperare frammenti di memoria, ricomporre ciò che il tempo e gli eventi hanno disperso.

Non è un caso che il titolo richiami Se ti tagliassero a pezzetti, la canzone di Fabrizio De André e Massimo Bubola contenuta nell’album L’Indiano del 1981: l’immagine dei ragni che ricuciono la pelle diventa il simbolo di una possibile riparazione, sia quella delle ferite individuali che delle lacerazioni della Storia e della memoria collettiva.

Il riferimento a De André attraversa l’intero percorso culturale dell’autrice, da anni impegnata nello studio della poetica del cantautore genovese, con particolare attenzione ai temi della libertà, dell’emarginazione e della dignità umana.

Tra filosofia, letteratura e mito

La struttura del romanzo si sviluppa attraverso un continuo dialogo tra storie, personaggi e riflessioni sulla scrittura stessa. In una biblioteca sospesa tra realtà e immaginazione, uno scrittore in crisi incontra personaggi che sembrano provenire dalle pagine dei suoi precedenti romanzi. Parallelamente, su una piccola spiaggia ligure, si intrecciano le vicende di un anziano pescatore, del suo gozzo distrutto da una mareggiata e di una giovane tessitrice, figura che richiama il mito della Donna Ragno.

È una narrazione che procede per ritorni, rimandi e sovrapposizioni, nella quale il confine tra autore, narratore e personaggio si perde.

I riferimenti letterari spaziano da Italo Calvino, con la sua riflessione sul rapporto tra lettore e narrazione, a José Saramago, con il tema del viaggio e del ritorno, fino all’Odissea di Omero e alle figure mitologiche che accompagnano la ricerca dell’identità e della conoscenza. A questi si aggiunge il pensiero dei filosofi presocratici, in particolare Eraclito, e quello di Hans-Georg Gadamer, tra i principali esponenti dell’ermeneutica contemporanea.

Proprio nella concezione ermeneutica della comprensione, intesa come un processo di dialogo continuo tra le parti e il tutto, si può individuare uno dei nuclei teorici del romanzo: il significato di una storia non è mai definitivamente concluso, ma si rinnova attraverso la lettura e l’interpretazione.

Franca Canero Medici, dalla ricerca filosofica alla narrativa

La formazione intellettuale di Franca Canero Medici rappresenta una componente essenziale della sua produzione letteraria: studiosa del pensiero contemporaneo e dell’ermeneutica, ha approfondito la filosofia di Gadamer frequentandone, in qualità di borsista, le lezioni presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Ha insegnato per molti anni Filosofia e Storia in un liceo scientifico della provincia di Roma, affiancando all’attività didattica la ricerca e la pubblicazione di saggi dedicati alla filosofia e alla letteratura. Particolarmente significativo è il suo lavoro sulla poetica di Fabrizio De André, al quale ha dedicato diversi studi, tra cui Un volo tra amore e morte (2000), Lo sguardo si fermava obliquo, un volo di ghiandaia (2003) e Fuoco di legna, anime in cielo (2018). Ha inoltre partecipato a numerosi convegni dedicati al cantautore, approfondendo i rapporti tra la sua produzione artistica e il pensiero filosofico e letterario.

Alla saggistica ha progressivamente affiancato la narrativa, con opere come Il bagaglio di un passante (2021), Riflessi di mare in un labirinto (2022), Il messaggero di storie dimenticate (2024) e Il miraggio della Fata Morgana (2025). Romanzi che condividono l’interesse per la memoria, il viaggio, il silenzio e la ricerca di senso, opere alle quali Il regno dei ragni cucirebbe la pelle si ricollega attraverso una struttura metanarrativa che riprende personaggi, immagini e motivi delle opere precedenti.

Il racconto dell’autrice

Il mare, la tessitura, il viaggio e il ritorno diventano così immagini attraverso le quali interrogarsi sul valore della parola e sulla possibilità di dare continuità a ciò che sembra perduto. Al centro del romanzo non c’è soltanto una storia da raccontare, ma una riflessione sulla nascita stessa delle storie, sul loro rapporto con chi le scrive e sulla capacità della letteratura di custodire e trasformare la memoria.

Nel video che segue, Franca Canero Medici presenta il suo romanzo, ne ripercorre le suggestioni filosofiche e letterarie e racconta il significato di una scrittura che diventa, prima di tutto, un atto di ricerca, comprensione e ricomposizione.

Franca Canero Medici presenta a POV Point Of View il suo ultimo romanzo, “Il regno dei ragni cucirebbe la pelle”

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