Il trittico di Luca Giacomozzi

Dopo Ti scoccia se ti chiamo amore? e Ho imparato a sognare, con le repliche di Te l’avrei detto al Cometa Off il commediografo romano riconferma il suo successo

di Maria Laura Pala

La sua firma è inconfondibile, così come quella dello scenografo Michele Funghi che ne accompagna ogni suo spettacolo rendendolo immediatamente riconoscibile appena si entra in sala: con Te l’avrei detto, la commedia portata sul palco del Teatro Cometa Off di Roma dal 22 al 26 aprile dopo il debutto quattro mesi fa al Teatro Trastevere, Luca Giacomozzi conferma la sua identità di commediografo brillante e strutturato dalla bravura ormai consolidata.

Con la scrittura chiara e diretta che lo contraddistingue, l’autore e regista romano non delude, continuando a regalare spaccati di quotidianità raccontati con ritmo e leggerezza. Poco importa che la storia sia ambientata la notte di Capodanno e lo spettacolo sia andato in scena in primavera inoltrata: arriva e funziona, come quel film di Natale che, anche a Ferragosto, si guarderebbe volentieri.

Durante una tranquilla cena tra amici, la sera dell’ultimo dell’anno, viene involontariamente aperto il vaso di Pandora, facendo saltare tutti gli equilibri: incomprensioni, tradimenti e non detti esplodono senza controllo in un domino di risate e amare riflessioni. Anche se la storia non sorprende per originalità – il richiamo al film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese è inevitabile – Luca Giacomozzi non si smentisce e regala al pubblico una commedia vivace e ironica che non annoia.

La macchina scenica è impeccabile: Francesco Trifilio, Francesca Pausilli, Margherita De Silva, Davide Albano, Claudio Scaramuzzino e Danny Francucci lavorano in concerto sotto la direzione matematica del regista che, come sempre, non lascia alcun dettaglio al caso. Anche i costumi di Valentina Pastorello si inseriscono in quell’attenzione al quadro che vuole portare in scena la realtà che viene vissuta ogni giorno.

L’obiettivo di Te l’avrei detto – così come di tutto il teatro di Luca Giacomozzi – non è sorprendere ma divertire e, tenendo conto del successo regolarmente registrato, è quello che il pubblico vuole.

La pièce si inserisce in una stagione teatrale per Giacomozzi intensa e ricca che, grazie anche a Ti scoccia se ti chiamo amore? e Ho imparato a sognare, ne delinea chiaramente stile e capacità, inserendolo a pieno titolo in quella rosa di nomi imperdibili.

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